(ASCA) - Roma, 20 apr - ''Giustamente prudenziale''. E' questo il giudizio che l'Istat offre del Documento di economia e finanza per il quadro tratteggiato e le previsioni relative al 2011. Un quadro dunque realistico, in cui pero' ''lo sviluppo della nostra economia e' troppo basso per riassorbire l'offerta di lavoro inutilizzata e al consolidamento della finanza pubblica''. E' quanto ha espresso dal presidente, Enrico Giovannini nel corso dell'audizione a Palazzo Madama davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato in seduta congiunta. ''Il quadro di ipotesi macroeconomiche entro cui si muove il Def con riferimento al 2011 puo' essere definito giustamente prudenziale'' ha dichiarato Giovannini, ricordando come la crescita prevista per il Pil, dell'1,1% in mmedia d'anno e' inferiore rispetto all'1,5% registrato a fine 20110 rispetto allo stesso periodo del 2009. Ma questo scenario macroeconomico di crescita moderata denuncia anche la sua debolezza davanti alle sfide di ripresa, sia per quanto riguarda il fronte della finanza pubblica, sia per quanto riguarda la produzione e quindi il lavoro, per cui le prospettive di crescita si collocano in ad un livello ''moderato''. Per l'Istat ''lo sviluppo della nostra economia e' troppo bassa per contribuire significativamente al riassorbimento dell'offerta di lavoro inutilizzata e al consolidamento della finanza pubblica''. Cosi', la previsione per l'anno in corso di un tasso di disoccupazione all'8,4%, stabile sui livelli del 2010, ''e' compatibile con una ripresa moderata dell'occupazione, che andrebbe solo parzialmente a riassorbire l'area dell'inattivita''', area che riguarda in particolare il settore dei giovani.
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